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Il nostro Metodo

Un percorso educativo a misura di bambino.

Desideriamo una scuola “lenta”, con piccole classi, che possa adattarsi alle esigenze del bambino e che assecondi le inclinazioni e le intelligenze di ognuno.

Desideriamo un luogo che promuova e dia valore alla persona, tutta intera, che abbia uno sguardo globale su di essa. Proponiamo uno spazio nel quale la conoscenza viene raggiunta attraverso l’esperienza.

Principi Chiave

Cristo, sorgente di bellezza

L’educazione è anche una guida alla crescita spirituale e ai valori della vita.

Esplorare il Mondo

Valorizziamo la curiosità e l’apprendimento attraverso la scoperta.

Imparare facendo

L’esperienza diretta è al centro del nostro metodo educativo.

Relazioni e Comunità

Favoriamo la collaborazione tra bambini, insegnanti e famiglie.

Tempo Lento

Rispettiamo i tempi di apprendimento naturali di ogni bambino.

Il Metodo Analogico

Il Metodo Analogico studiato e strutturato dal maestro Camillo Bortolato, è’ il modo più naturale di apprendere mediante metafore e analogie, come fanno i bambini che nella loro genialità imparano a giocare, a parlare o usare il computer ancor prima degli adulti.

È il metodo del cuore, cioè dell’intuizione a tutto campo, esercitata a 360 gradi, per accogliere tutto, nella fiducia e nell’accettazione, senza timore, e senza il bisogno di controllo che blocca ogni cosa.

Il Metodo Analogico propone come strumento fondamentale la Linea del 20, che sviluppa il calcolo mentale simulando il funzionamento delle mani , un vero e proprio computer analogico fornito dalla nostra natura.

Il Metodo Analogico si applica trasversalmente a tutte le materie didattiche previste: italiano, matematica, storia, geografia e scienze

Perché si chiama Metodo Analogico?

Perché l’analogia e non la logica è lo strumento per conoscere le cose nuove. Perché tutto il mondo è costruito su base analogica cioè come replicazione dello stesso atomo o della stessa cellula.

Perché la questione epistemologica, cioè di come ricaviamo la conoscenza, si pone in questi termini : rileviamo le nostre conoscenze andando nell’incerto nel provvisorio, nel fantastico, come fanno sempre i bambini.

Poi, a posteriori analizziamo cioè che abbiamo pensato per definire se è più o meno logico, o meglio dire, coerente.Così nella matematica e in qualsiasi altro nuovo sapere.